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La nascita dell’aspirapolvere

Scopa Elettrica

Quando si parla di elettrodomestici così “antichi”, risalire alla loro origine non è mai semplice. I primi “tentativi” di realizzare un aspirapolvere, così come la concepiamo noi oggi, vennero fatti tra il 1865 e il 1876 negli USA. I primi “veri” due aspirapolvere alimentati elettricamente, invece, nacquero quasi in contemporanea, uno in Inghilterra, per mano di Hubert Cecil Booth, il quale però, non riscosse grandissimo successo, l’altro, fu un’invenzione di James Murray Spangler, che prima la brevettò e poi lo vendette a suo cugino, che faceva capo alla società Hoover. Questo marchio, è tutt’oggi leader negli Stati Uniti per i suoi elettrodomestici e in Inglese, spesso la parola Hoover viene associata all’operazione di pulizie di casa con l’aspirapolvere. Di scope elettriche ne esistono migliaia, ma ognuna, appartiene ad una categoria differente. Abbiamo il bidone aspiratutto, la classica scopa elettrica, l’aspirapolvere a traino, quella portatile, il battitappeto, i robot autonomi, l’aspirapolvere centralizzato e l’aspirapolvere con tecnologia ciclonica.

Differenze tra una scopa elettrica e una scopa a vapore

Se conoscete le caratteristiche dei due prodotti, è evidente che i due apparecchi sono abbastanza differenti e quindi non si può dire quale sia migliore dell’altro. Senza dubbio, è necessario scegliere il prodotto secondo le proprie esigenze. La scopa elettrica, sostituisce la classica scopa con paletta. Ovviamente, si tratta di uno degli elettrodomestici più diffusi al mondo, perché facile da maneggiare, da utilizzare e grazie ai nuovi modelli senza sacchetto, anche facili da pulire. Dopo la scopa elettrica però, andrebbe passata anche la scopa a vapore, che serve a pulire i pavimenti appena spazzati. I modelli più avanzati, possono procedere anche con la pulizia di tappeti e divani, oltre a vetri e tappezzerie di vario genere, soprattutto se il motore dell’apparecchio, può essere rimosso dalla scopa stessa. In commercio, si trovano anche ibridi, ossia scope elettriche che funzionano anche come scopa a vapore, ma come al solito, non essendo ne zuppa e ne pan bagnato, questi modelli non eccellono in alcuna funzione.

Quando si utilizza la scopa a vapore?

La scopa a vapore va utilizzata dopo la scopa elettrica. Questo perché è necessario rimuovere peli, briciole e detriti, prima di passare il “mocio”. Si tratta di un passaggio fondamentale se si vogliono ottenere risultati soddisfacenti. Ma anche per mantenere la scopa a vapore in condizioni ottimali ed efficiente. Se non viene utilizzata dopo una buona spazzata, non solo spargerete lo sporco per tutta casa, ma diffonderete anche uno sgradevole odore. La scopa a vapore può essere utilizzata sia con l’acqua di rubinetto che con acqua distillata. Una volta accesa, è necessario attendere che la scopa arrivi a temperatura. Il vapore erogato da una buona scopa è abbastanza secco, il che significa che si asciuga dopo pochi secondi. A seconda delle dimensioni della vostra abitazione, dovrete scegliere un prodotto con un serbatoio più o meno capiente. In questo modo, non sarete costretti ad interrompere il lavoro per rabboccare il recipiente dell’acqua. Per una casa di 80/90 metri quadrati, può bastare un serbatoio di circa 400 ml di acqua.